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L'imperatore della Cina — Marco Denevi

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Quando l'imperatore Wu Ti morì nel suo immenso letto, nel più profondo del palazzo imperiale, nessuno se ne accorse. Erano tutti troppo occupati a obbedire ai suoi ordini. L'unico che ne venne a conoscenza fu Wang Mang, il primo ministro, uomo ambizioso che aspirava al trono. Non disse nulla e occultò il cadavere. Trascorse un anno di incredibile prosperità per l'impero. Fino a quando, finalmente, Wang Mang mostrò al popolo lo scheletro nudo del defunto imperatore. «Vedete? - disse -. Per tutto un anno sul trono si è seduto un morto. E chi realmente ha governato sono stato io. Merito d'essere imperatore». Il popolo, compiaciuto, lo mise a sedere sul trono e subito lo uccise, in modo che fosse perfetto come il suo predecessore e la prosperità dell'impero continuasse.


Marco Denevi (1922-1998), El emperador de la China, 1935

(Tradotto da El Emperador De La China Y Otros Cuentos, Librería Huemul, 1975)

La verginità scarseggia — Marco Denevi

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I lapiti mossero assedio a Dodoma e richiesero, per terminarlo, che venissero loro cedute per una notte tutte le vergini della città. La crudele richiesta fu accettata. Di notte giunse all’accampamento degli assedianti una truppa di fanciulle impuberi, la più grande delle quali non doveva avere più di otto anni. Capendo che si trattava di uno stratagemma i lapiti, che non erano inclini alla pedofilia, irruppero e saccheggiarono Dodoma, sgozzarono tutti gli uomini e violentarono tutte le donne, ferocia che permise a questi di sapere che l’espediente non aveva funzionato.


Marco Denevi (1922-1998), La virginidad escasea (da El jardín de las delicias, 1936)

(Tradotto da Internacional Microcuentista)