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Piazze piene di gente — Jordi Cebrián





Le piazze continuano ad essere piene di gente. Intollerabile, chiaramente. Ma i piccioni viaggiatori volano liberi da balcone a balcone. “Quelli che riempiono lo spazio pubblico sono diversi fra loro, hanno slogan diversi, pensano differente gli uni dagli altri”, raccontano con orrore i banditori. Ministri, imperatori e pretendenti al trono si scambiano le colpe, senza sapere a chi appartiene tutta quella gente, e in fondo tutti vogliono scendere anche loro per le strade, mostrando che anche loro sono differenti dalla maggioranza, dai propri, e persino da loro stessi, se necessario. Ma non osano. Le piazze continuano ad essere piene di gente. Intollerabile, chiaramente.


Jordi Cebrián (Spagna), Plazas llenas de gente

(Tradotto da Cien Palabras)

Macchie — Jordi Cebrián

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Quando scendo le scale per andare a lavorare, mi trattengo a osservare i disegni che forma il marmo dei gradini. A volte distinguo tartarughe, o colombe, oppure profili femminili. Oggi, per la prima volta, mi sono fissato su un volto, disegnato dal caso con tratto da gran maestro. Era il mio volto quello lì, disegnato dalle forme capricciose delle macchie del marmo, riconoscibile alla perfezione a saper guardare. Sono tornato a casa e ho fatto scendere mia moglie fino a metà rampa, perché lo vedesse, ma non sono stato capace di ritrovare il disegno, e mia moglie non mi crede.


Jordi Cebrián (Spagna), Manchas

(Tradotto da Cien Palabras)