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Non è il mio giorno — Alejandro Ramírez Giraldo

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Bevevamo al bar in un tipico venerdì di baldoria. Eravamo già ubriachi quando è arrivato Ricardo. L’abbiamo salutato cordialmente e gli abbiamo offerto una birra. Si è seduto, in silenzio. Se ne stava tutto ritratto in se stesso, come se qualcosa gli impedisse di integrarsi nell'ambiente.


Centellinava la birra quando, improvvisamente, ha lasciato la bottiglia sul tavolo e ha tirato fuori una pistola. Ha preso il tamburo e ne ha tolto cinque colpi (ne ha lasciato uno!), poi lo ha fatto girare, lo ha rimesso a posto, se l’è accostato alla tempia... e ha premuto il grilletto. C’è stato un click asciutto, risonante, che ci ha fatto ammutolire dal terrore. Ma non c’è stato sparo, il proiettile non era lì.

“Non è il mio giorno”, ha detto. Ha messo via la pistola e ha continuato la sua birra.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), No es mi día

(Tradotto da Microcuentos para todas las épocas — inedito)

Alto tradimento — Alejandro Ramírez Giraldo

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Il mostro mi ha seguito fino a casa. Sono entrato correndo e ho sbarrato la porta, ma sapevo che avrebbe retto poco. Ho salito le scale fino in camera, mi sono chiuso e ho preso il fucile. Mi sono addossato contro la parete e ho atteso con l'arma carica che il mostro si decidesse a superare lo sbarramento. Ma non è successo. I minuti sono trascorsi lentamente e non sentivo la sua presenza fatale. Sono uscito dalla stanza e ho disceso la scala lentamente. Nel salone ho sentito la televisione accesa e lì l'ho visto: il mostro guardava insieme a mia moglie la partita del pomeriggio.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Alta traición

(Tradotto da Cuentos cortos)

I re magi — Alejandro Ramírez Giraldo

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Con l’aiuto della stella, i Re Magi giunsero alla stalla dove era nato il Salvatore. Giuseppe li accolse, ma s’indignò quando si rese conto che quelli non avevano portato nessun dono. I Re provarono con ogni sorta di scusa, le guardie di Erode, Melchiorre che s’era dimenticato..., una tempesta di sabbia nel deserto, ecc. La situazione era così tesa che il bue e l’asinello se ne andarono sbuffando e scelsero di dormire all’addiaccio, e il Bambino piangeva a dirotto se cercavano di prenderlo in braccio.

Prima dell’alba fecero ritorno ai loro regni.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Los reyes magos

(Tradotto da Alejandro Ramírez Giraldo, Microcuentos para todas las épocas — inedito)

Sotto stretta sorveglianza — Alejandro Ramírez Giraldo

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Una mosca mi insegue per tutta casa. Mi osserva, mi esamina, mi studia. Vola intorno a me sul letto, nel bagno, sul divano e in sala da pranzo. Sono disperato e tutti i miei tentativi di eliminarla sono stati inutili.

Alle prime ore del mattino ho finto un mal di pancia e mi sono installato in bagno fino a mezzogiorno. Dev’essersi stufata di vedere per ore la stessa scena, la mia soporifera immobilità, e così se n’è andata altrove. Sono uscito, l’ho cercata in silenzio, e allora l’ho sorpresa sotto il letto proprio nel momento in cui due esserini microscopici fuoruscivano sicuri dalla nave madre.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Estrecha vigilancia

(Tradotto da Alejandro Ramírez Giraldo, Microcuentos para todas las épocas — inedito)

L'impulsività della mia ombra — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Immagine: Paul Baranowski)


A volte devo moderare l'impulsività della mia ombra. Mentre attraverso la strada devo trattenerla perché attenda il verde del semaforo. Al lavoro devo frenarla perché non insulti il capufficio come vorrei far io. In casa mi contende il telecomando e sono costretto a trattar con lei per poter vedere i programmi che mi piacciono. Ma quando ho più bisogno di lei, di fronte alla porta della mia amata, lei diventa più timida di me e si rifugia sotto l'albero del melo a flirtare con un'ombra prostituta.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Los ímpetus de mi sombra

(Tradotto da Minicuento)

Incendio a Roma — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Immagine: Darkwood67)


Anno X.

Roma brucia. Dal Palatino osservo con piacere l'avidità e la magnificenza delle fiamme. Come imperatore ho dato gli ordini di evacuazione e di soccorso, ma come artista mi diletto a vedere come il fuoco si sposti dal Circo Massimo e pigramente divori i quartieri della città. La mia anima trasuda entusiasmo per il grande spettacolo e quasi senza volerlo inizio a cantare l'Iliupersis.

Quando le fiamme saranno sparite insieme con la feccia, farò rimuovere le macerie e la cenere tra il Palatino e l'Esquilino, e costruirò un monumento alla mia grandezza: la Domus Aurea. Lì inciderò il mio nome: Nerone, imperatore dell'Impero Romano.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Incendio en Roma

(Tradotto da Alejandro Ramírez Giraldo, Microcuentos para todas las épocas — inedito)

Il bambino cieco — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Immagine: Stefano De Luigi, Blanco)


Il bambino cieco


Il bambino è nato cieco. Ha sette mesi e già gattona con scioltezza. Pertanto, i genitori gli hanno fatto fabbricare una grande scatola di legno perché il bambino ci gattoni dentro senza farsi male con gli altri oggetti della casa. Ma il piccolo non si limita a questo spazio ridotto e in poco tempo inizia ad arrampicarcisi sul serio. Molto presto è in grado di venirne fuori. Niente riesce a trattenerlo lì, né dolci né giocattoli. Cerca di uscire, di fuggire. Smania per la libertà.

I genitori si prendono cura di lui, lo proteggono, lo credono che debole. Non sanno che, di quattro figli, sarà l'unico che ce la farà.



L'intervento


Medico: Non capisco perché rifiuti l'operazione, è un'opportunità unica perché i tuoi occhi finalmente rivedano la luce. Anni fa questo era impensabile, ma i progressi della scienza ci hanno fatto capire che ormai nulla è impossibile.

Cieco: È molto più di questo, dottore. Sono nato cieco e sono abituato alle forme e al suono dell'oscurità. Vedere non è una priorità per me.

Medico: Non capisco la logica del tuo ragionamento. Qualche tempo fa mi hai detto che desideravi disperatamente vedere il volto di tua madre. Che è successo a quei sogni? Crollano così facilmente i tuoi castelli in aria?

Cieco: Mia madre... mia madre, dottore, è vecchia e assente. Voglio vedere la sofferenza sul suo volto? Le sue rughe, generose in quantità, mi hanno permesso di farmi un'immagine accettabile della forma del suo viso. Il resto preferisco immaginarlo, integrarlo con i sogni, i ricordi e i desideri.

Medico: Ma tua madre...

Cieco: Non lo dica, dottore, che per me è come se...


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), El niño ciego e La Cirugía


(Tradotto da Cuentos cortos)

Ahhhh, Kafka — Alejandro Ramírez Giraldo

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Quando mi sono svegliato stamattina ho scoperto che mi ero trasformato in un insetto mostruoso. Ma mi sono sentito meglio quando ho guardato da una parte e ho veduto che mia moglie era diventata un insignificante scarafaggio. Non ci siamo neanche guardati, ciascuno di noi è uscito a cercarsi un angolino tranquillo dove poter vivere.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Ahhhh, Kafka

(Tradotto da Cuentos cortos)

Albero millenario — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Immagine: Frank B. Jones)


Dall'olmo millenario piantato nel mio giardino cadono foglie secche sulla mia finestra. Sta seccando rapidamente. Lo percepisco come un gesto di sofferenza silenziosa. Mi sono deciso a parlargli, ad accarezzargli la corteccia, a sentire i suoi rami disseccati, a spogliarlo con delicatezza delle foglie inutili... e così sono riuscito a capire.
Ho rinunciato a vendere la casa e il suo pianto è cessato.

Rinverdisce.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Árbol milenario

(Tradotto da Minicuento.com)

I miracoli di Mosè — Alejandro Ramírez Giraldo

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Mosè è preoccupato. Non sa qual è stato il suo errore, o se si sia trattato di un miracolo ambiguo, ma dopo che ha diviso in due le acque del Mar Rosso per facilitare l'esodo degli Ebrei non è più stato in grado di orinare con tranquillità. Una volta cominciata la minzione, le acque si biforcano inevitabilmente da un lato e dall'altro, bagnando tutto quello che sta intorno.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Los milagros de Moisés

(Tradotto da Minicuento.com)

Ritratto di gioventù — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Immagine: Powerhouse Museum, Sydney)


C'è un uomo che mi vuole morto ormai da trentun anni. Adesso forse sarò salvo, perché il mio volto è diventato totalmente differente da quello della vecchissima fotografia con la quale mi cerca tra la folla. Ciò che mi preoccupa è che mio figlio, che seguita a fuggire accanto a me, ha ripreso nel suo volto le stesse fattezze della mia giovinezza.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Retrato de Juventud

(Tradotto da Cuentos cortos)

Diogene e la stampa — Alejandro Ramírez Giraldo

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(Giovan Battista Langhetti, Diogene e Alessandro, 1650 ca.)


Diogene raccoglie dal suolo un brandello di vecchio giornale e si siede a leggerlo sul marciapiede. Lo legge con tale soddisfazione ed interesse che un passante si ferma e gli domanda, meravigliato:
— Che gusto ci trovi a leggere un pezzo di giornale?
— Mi piace essere informato.
— Ma non è un giornale vecchio, che è uscito da parecchi anni?
— Non importa, la stampa pubblica sempre le stesse cose.


Alejandro Ramírez Giraldo (Colombia), Diógenes y la prensa

(Tradotto da Cuentos cortos)