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Abducted — Alberto Sánchez Argüello


Questa mattina ho trovato un pipistrello nella stanza. Non so come sia riuscito a entrare. Con un po' di paura sono riuscito a ucciderlo con una scopa.
A colazione mia sorella non ha toccato cibo. Ci ha detto che il collo le doleva tanto, però mamma non le ha badato. Lei ha deciso di rimanere a casa e sono andato da solo a prendere l'autobus. Sulla strada per la scuola mi è sembrato di vedere lo stesso pagliaccio del parco che mi fissava da un canale di scolo.
Durante la ricreazione ho raccontato ai miei amici che mia madre gioca  a infilare spilli in una bambolotto che assomiglia a papà. Lucia mi ha raccontato che ha visto sua madre fare lo stesso.
A lezione di spagnolo ci hanno avvisati che qualcun altro era stato rapito dagli alieni. Ci hanno mostrato una foto del bambino scomparso e tutti si sono spaventati: era uguale uguale a me.


Alberto Sánchez Argüello (Nicaragua), Abducidos

(Tradotto da Los García, Parafernalia Ediciones, 2015)

Ernesto alla fine del mondo — Alberto Sánchez Argüello

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Al mio bel figlio
Ernesto Sánchez Espinosa

I

Alla fine del mondo ci si arriva in bicicletta. Ernesto prende la sua e attraversa selve amazzoniche e deserti salati per giungere fin là.

II

Ernesto porta con sé solo un panino al formaggio e una banana quando viaggia fino alla fine del mondo, preferisce viaggiare leggero e cacciare il suo pasto.

III

Alla fine del mondo si cammina sempre in discesa, una svista e uno se ne esce dal mondo. Perciò Ernesto calza i suoi stivali più pesanti.

IV

Ernesto non ha mai incontrato altre persone alla fine del mondo, solo città di formiche di cristallo e grandi calamari blu.

V

Ernesto ha scoperto la macchina che fabbrica il vento alla fine del mondo. Non si è avvicinato molto: il pinguino che la manovra era di malumore.

VI

Alla fine del mondo Ernesto ha incontrato tartarughe giganti che giocano a fare torri l’una sopra l’altra. Quando una se ne cade la gente del mondo lo chiama terremoto.

VII

Alla fine del mondo le nuvole si siedono a riposare. A Ernesto piace ascoltarle quando chiacchierano dei loro lunghi viaggi, mentre prendono un tè.

VIII

Alla fine del mondo si riuniscono tutte le ore che la gente perde. Ernesto gioca con loro a ghiaccio e sole tra gli alberi di cenere.

IX

A Ernesto piace vedere la caduta degli oceani alla fine del mondo. A volte cade una balena azzurra e galleggia più in là, ad abitare altri universi.

X

Quando Ernesto si trova alla fine del mondo lancia pietruzze ad altri pianeti, però piano, hai visto mai dovesse romperli.

XI

Alla fine del mondo Ernesto può saltare fin sulla luna. Gli piace passeggiare per i suoi deserti grigi e prendere delle rocce per la sua amica Paula.

XII

Su una spiaggia di sabbia rosa alla fine del mondo, Ernesto legge messaggi delle bottiglie di migliaia di naufraghi. Certe poesie lo fanno piangere.

XIII

Ernesto ritorna dalla fine del mondo sulla sua bicicletta, prima delle sei. A casa lo aspetta una cena calda e sua madre, ansiosa di ascoltarlo narrare i suoi viaggi.


Alberto Sánchez Argüello (Nicaragua), Ernesto en el fin del mundo

(Tradotto da El Santuario de las Ideas)

Separarsi — Alberto Sánchez Argüello






Raccolse le lacrime che aveva pianto per la sua morte; lo tirò fuori della bara e gli scosse via la naftalina. Lo prese per mano per restituirgli gli ultimi trent’anni di routine e noia. Gli rese le frasi ingiuriose e gli atti umilianti in cambio di tutti i riguardi e dei pasti che gli aveva preparato con diligenza. Gli riconsegnò i vestiti e i regali di tutti gli anniversari e glieli diede con le rose appassite del giardino. I tre figli li rimpicciolì finché riuscì a metterli di nuovo nel fondo del suo ventre, mentre staccava dalle pareti gli artifici delicati di una vita dedicata al focolare. Si pulì le cicatrici delle percosse e vomitò le amarezze delle notti innumerevoli ad aspettarlo che tornasse dalle baldorie con altre donne. Poi, lo trascinò alla chiesa, invitò nuovamente tutti gli amici e i parenti, e alla domanda del sacerdote rispose ad alta voce: NON voglio.

Alberto Sánchez Argüello (Nicaragua), Descasarse

Ombra dittatoriale — Alberto Sánchez Argüello

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L’ombra del dittatore crebbe così tanto che rese opachi il sole e le stelle. Ma la gente non si ribellò, accesero candele e continuarono a lavorare.


Alberto Sánchez Argüello (Nicaragua), Sombra dictatorial

(Tradotto da El Santuario de las Ideas)

Il prigioniero n° 9 — Alberto Sánchez Argüello

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LA CONDANNA

Il prigioniero n° 9 è stato condannato prima del suo giudizio, per una legge che non sta scritta.


CONVERSAZIONI

Il prigioniero n° 9 riconosce bendato il tocco distintivo di ciascun torturatore: per lui sono conversazioni intime che trascendono le parole.


TEMPO

Per il prigioniero n° 9 il tempo non esiste: i suoi ricordi si proiettano sulle pareti della cella, senza pause né ordine cronologico.


AMICIZIA

Il prigioniero n° 9 ha fatto amicizia con uno scarafaggio. I banali dubbi esistenziali che quella condivide con lui lo fanno divertire.


RESISTENZA

Il prigioniero n° 9 è molto apprezzato dai torturatori: il suo livello di resistenza permette loro di sviluppare nuove tecniche.


AGGRAVANTE

Ammazzare il tempo fruttò altri anni di condanna al prigioniero n° 9. Le autorità assicurarono che non c’era alcun pregiudizio politico: ammazzare è sempre un crimine.


OMBRA

Il prigioniero n° 9 è ossessionato dalla sua ombra: crede che abbia dei buchi, e allora usa un carbone per riempirli sulle pareti.

LUCE

In una circostanza i carcerieri concessero un’ora in cortile al prigioniero n° 9:  il sole lo lasciò accecato per una settimana. Non uscì più.


Alberto Sánchez Argüello (Nicaragua),  El preso número 9

(Tradotto da El Santuario de las Ideas)