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Regalità — Arthur Rimbaud

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(Immagine: Linda Li)



Un bel mattino, presso un popolo mitissimo, un uomo e una donna, superbi, gridavano sulla pubblica piazza: «Amici miei, voglio che lei sia regina!» «Voglio essere regina!» Lei rideva e tremava. Lui parlava agli amici di rivelazione, di prova superata. Si estasiavano l'uno contro l'altro.
In effetti, furono re per tutta una mattinata in cui le tende color carminio si sollevarono sulle case, e per tutto il pomeriggio, quando avanzarono verso il giardino delle palme.


Arthur Rimbaud (1854-1891), da Illuminations, 1886

(Da Poesie, Vallardi 1996 — traduzione di Dario Bellezza)

I ponti — Arthur Rimbaud

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(Ilia Donets, Bridges)


Cieli grigi di cristallo. Un bizzarro disegno di ponti, alcuni diritti, altri convessi, altri invece che scendono obliqui ad angolo sui primi, e queste figure si rinnovano negli altri circuiti rischiarati del canale, ma sono tutti talmente lunghi e leggeri che le rive, cariche di cupole, si abbassano e si assottigliano. Qualcuno di questi ponti è ancora carico di casupole. Altri sostengono alberi maestri, segnali, fragili parapetti. Dei raccordi minori si incrociano, e fuggono via; funi salgono dagli argini. S'intravede una giacca rossa, forse altri costumi e alcuni strumenti musicali. Sono arie popolari, inizi di concerti aristocratici, residui di inni pubblici? L'acqua è grigia e blu, larga come un braccio di mare. — Un raggio bianco, cadendo dall'alto del cielo, annienta questa commedia.


Arthur Rimbaud (1854-1891),
Les ponts (da Illuminations 1886)

(Da
Arthur Rimbaud,
Poesie, Vallardi 1996 — traduzione di Dario Bellezza)