Entropia — Juan Yanes

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(Immagine: Josh Jones)


Si trovavano dentro quell'aggeggio che assomigliava al Nautilus del capitano Nemo. Il primo di loro riuscì a venir fuori, ma si dimenticò la testa, cosicché decise di tornare dentro a cercarla. Il secondo uscì a metà e restò bloccato, non poteva né rientrare né uscire. Il terzo e il quarto uscirono anche loro con difficoltà, ma a uno mancava un braccio e all'altro una gamba, e allora rientrarono a cercare gli arti rispettive e così spinsero all'interno anche quello che era rimasto bloccato. A quel punto arrivò il capo e disse, «Che state facendo là dentro? Uscite subito e mettetevi al lavoro!». Lo disse con quella fastidiosa intonazione che adoperano i capi, mi avete capito. Ma nessuno di loro volle venir fuori e rimasero là dentro per un sottile senso di responsabilità termodinamica.


Juan Yanes (Spagna), Entropia

(Tradotto da Máquina de coser palabras)

3 commenti:

  1. Gracias Stefano, por esta Entropía y por tantos otros cuantos que tienes la paciencia infinita de traducir. Un abrazo

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  2. Caro Stefano, se tens paciência, como diz Juan, então traduza sim, pois os contos de Juan são muito especiais!
    E os leitores te agradecerão, assim como eu.

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