Di corvi e segreti — Héctor Ranea

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(Immagine: Egor Shapovalov)



È pieno di corvi che contano i turisti tre a tre, gracchiando al vederli. Nascosto, un altro corvo sui campanili somma i totali annotandoli su un abaco complicato. Quando raggiungono un dato numero eseguono diversi compiti, ovvero: a Praga chiamano i pompieri perché li innaffino, a Vienna maghi perché li intrattengano, a Vancouver i loro fratelli perché chiedano da mangiare e a Londra i loro anziani perché rappresentino Amleto nelle piazze.
Le cornacchie di Burgos, cugine di quelli, inventano una coreografia sulla facciata della cattedrale, i tordi del Sud, loro lontani parenti, cantano mentre cacano sui turisti dall’alto dei platani, e i corvi di Paflagonia aspettano il turista in armatura bianca per consegnargli il Graal, ma quello è già morto e sepolto, si dice, in qualche cattedrale d’Etiopia, custodito da avvoltoi sacri.


Héctor Ranea (Argentina), De cuervos y secretos

(Tradotto da Químicamente impuro)

1 commento:

  1. Fantástico y sarcástico... como siempre muy bueno, Hector

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